Itinerario naturalistico

MattinataIl Comune di Mattinata ricade sul versante centro meridionale del Promontorio del Gargano e si estende su una superficie complessiva di 72,83 kmq dominati dal mare, dagli oliveti, dai pascoli collinari e dai boschi di pino d’Aleppo, di leccio e di cerro. Il territorio riassume, con dovizia e varietà, gli aspetti salienti del Parco Nazionale del Gargano di cui è parte integrante.

LA COLLINA. La maggior parte della superficie è di natura collinare. Diramati dal massiccio boscato del Monte Sacro che, dall’alto dei suoi 872 metri sovrasta l’intero territorio, i rilievi scendono, sui 20 chilometri di costa, con alte falesie calcaree e con canali a carattere torrentizio, i “valloni”. Alcuni di questi continuano il ripido corso e precipitano nell’Adriatico tra tanti anfratti. Altri, prima di unirsi al mare, si allargano formando piane alluvionali coperte da rigogliosi uliveti come le distese verde-argento della piana di Mattinata, della valle di Tor di Lupo, di Mattinatella e dei Mergoli.

IL PAESE. La strada panoramica che scala l’avamposto del Promontorio scopre vasti orizzonti di mare e, giunta al valico Sellino Cavola, in un unico sguardo abbraccia l’intera essenza del territorio: di fronte vi sono le vette gemelle del Monte Sacro dominanti la corona di colline di ulivi e pini che cinge la piana e la delimita, nei vertici di Monte Saraceno e del Puntone “Tunno”, formando la baia di Mattinata. Al centro dell’arco roccioso, alle sue pendici, s’adagiano le bianche case di Mattinata che aprono la vista sulla piana degli ulivi e sul mare. Proseguendo verso Vieste, il territorio si differenzia con nettezza: in un fronte di pochi chilometri, con ripide ascese, si passa dall’ambiente marino a quello montano.

LA COSTA. Provenienti da Manfredonia, dalla rupe di Monte Saraceno (250 mt.), terrazzata di ulivi e, nei versanti più occidentali che strapiombano nel mare, coperta da pini e macchia mediterranea, la costa, fin’ora piatta e sabbiosa, s’inerpica in alte falesie e le spiagge, ricavate nei suoi anfratti, si coprono di ciottoli e ghiaia. Attraverso le baie di Mattinatella , dei Mergoli, di Vignanotica, il bianco e imponente fronte calcareo si esalta nelle sue più ardite forme, contornato di volta in volta, dal verde argentato degli ulivi, dal verde tenue delle piante grasse puntellate dal rosso-arancio dei fichi d’India, dal verde smagliante dei pini d’Aleppo, dal verde cupo della macchia dal quale risalta il celeste-ciclamino dell’odoroso rosmarino o il giallo vivo delle ginestre: tutto racchiuso tra mare e cielo, in due intense fasce d’azzurro.

Dalla strada e soprattutto, dal mare, il tratto che va dalla baia del Mergoli all’imponente e incantevole scogliera di Vignanotica, dà visioni suggestive. Il complesso forestale di Monte Barone (300 ettari di Leccio e Pino d’Aleppo ed oltre 500 di macchia a Rosmarino, Lentisco, Ginepro, ed Alterno), offre grandi scorci di bosco-mare che culminano con la vista dei Faraglioni dei Mergoli, i due monoliti che, nel loro solitario splendore, rappresentano nel mondo il fascino della costa garganica. Azzurro, bianco, verde e, ancora azzurro. Cale a dimensione d’uomo, protette da bianche e varie falesie. Grotte marine dai nomi e dagli aspetti suggestivi, tra cui spicca la sontuosa Grotta Campana, una calotta, ampia e altissima che racchiude una deliziosa spiaggia. La plasticità del calcare si eleva in altre mirabili forme come negli scogli dell’Ago e della Pipa.

IL BOSCO. La strada interna, la SS.89, proseguendo verso Vieste, dopo aver scalato le “coppe” del Principe e di Mont’ Elci (sommità tondeggianti di colline terrazzate e interessate da secolari oliveti), dopo le Ripe Rosse (spettacolare parete di roccia rossastra che precipita in verticale sulla strada), s’addentra nel bosco per circa 30 Km attraversando dapprima la macchia mediterranea, poi ampie leccete, boschi misti di latifoglie e di cerro.

In località Tagliata (alle pendici del versante nord di Monte Sacro) c’è un bivio che porta ai “cutini”, bacini d’acqua che si riempiono nella stagione invernale formando bei laghetti che spiccano nel verde dei pascoli. Proseguendo per la stradina, si gira intorno al Monte Sacro e si torna verso Mattinata. Giunti agli altipiani dello Stinco e della Paratina, nelle parti più esposte si godono spettacolari visioni “aeree” che dalle alture giungono fino a Mattinata, alla piana, fino al vasto orizzonte marino. Tornati al bivio di Tagliata e riprendendo la SS.89 per Vieste, si ritrova il fitto manto di macchia e foresta, fruibile nelle aree da pic-nic site in loc. Vergone del Lupo e della Coppa Fusilli.

L’UOMO e L’ULIVO. Come il litorale s’integra con gli uliveti della piana, detti “chiuse”, così i boschi delle alture e dei canali più impervi si armonizzano nella trama dei terrazzi olivetati, chiamati “puntoni”. Dalla collina al litorale, il verde-argento domina l’ambiente fatto dall’uomo, caratterizzando le forme ed esaltando i sapori.

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